Carmelo Cotroneo

La Mostra

Attraverso un’accurata selezione di opere, la mostra rende omaggio a questa figura di spicco del panorama artistico contemporaneo, la cui lunga carriera è costellata di successi e riconoscimenti professionali. L’ultima produzione della sua raffinata ricerca pittorica - da sempre improntata ad un solido astrattismo – è qui rappresentata dalla serie “Portraits”, in cui l’artista elabora una personalissima poetica narrativa.

Il fil rouge di queste opere è l’uso impetuoso e vibrante del colore, che vivifica le immagini trasfigurando l’espressione in emozione. Una grammatica compositiva che si articola secondo la “tavolozza primaria” di tonalità intense e profonde, eletta dall’artista a paradigma primordiale della visione. Una pittura soda, compatta, volumetrica, fatta di masse cromatiche che si intrecciano ma non si mescolano mai.

Colore puro che non rappresenta, ma semplicemente è.

Nell’atto creativo l’artista è un tutt’uno con l’energia vitale che insistentemente manipola la materia, per scomporla e ricomporla in un rigoroso dinamismo plastico che “mette ordine” in questo caos apparente. La trama “domata” di queste s-composizioni è sapientemente orchestrata dal ritmo incalzante delle direttrici ortogonali, che vigorose attraversano lo spazio pittorico per proiettarsi oltre i confini del visibile. Nella fase più matura della sua ricerca, l'artista riscopre il potere evocativo dell'elemento umano secondo i dettami di un’estetica post-figurativa di respiro internazionale. Nei suoi ritratti, i volti impressi sulla tela si manifestano come tracce indelebili di una “figurazione tradita” e qui ritrovata, che senza cedere alla tentazione del virtuosismo e dell'artificio pittorico come mistificazione della realtà, ne riscrive l'essenza:“Quella di Carmelo Cotroneo è una pittura infuocata, fatta di lame rosse e colate scarlatte. [...] Agisce su piani diversi, che a volte si stagliano altre volte si confondono; il rosso è lacerato da colpi di giallo, di nero, di azzurro; la pennellata è vibrata, screziata, mossa. L’universo visivo si apre ad una vivace conformazione, che ingloba occhi in lacerti di colore puro, allusioni anatomiche in frammenti di materia pittorica, mettendo in relazione linee concluse con campiture aperte e aree a larghe pennellate con segni rapidi e brevi. [...] C’è, insomma, nella pittura di Cotroneo un filo rosso - è il caso di dire - che lo collega ad una concezione dell’arte saldamente legata alla manualità, al piacere del gesto, a compiacimento del fare.” (Tratto da “Filo rosso”, di Tonino Sicoli)

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